Alcuni anni fa è stata realizzata la prima edizione di questo Concorso Letterario, che ha suscitato l’interesse e la partecipazione di moltissime persone che, dopo aver attraversato l’esperienza del “disturbo mentale”, hanno deciso di raccontare il proprio percorso verso il miglioramento e la guarigione.

Siccome la maggioranza degli esperti e delle persone che guardano dal di  fuori queste esperienze continuano a mantenere un atteggiamento di pessimismo, o di scetticismo, sulle possibilità di un’evoluzione favorevole, è venuto il momento di proporre una seconda edizione del Concorso, che contribuisca a mantenere viva la convinzione che questi disturbi possono concludersi positivamente (anche dopo molti anni).

Le testimonianze personali sono uno strumento essenziale per alimentare la speranza.

Premesse

L’esperienza individuale e familiare di molte “patologie” psichiatriche diventa ancora più drammatica per la convinzione culturale della loro irreversibilità e della loro inguaribilità. Queste convinzioni — molto radicate — non coincidono in realtà con i dati degli studi scientifici di decorso e di esito, che sono molto più favorevoli di quanto si pensi.

Tale presupposto pessimistico di inguaribilità contribuisce moltissimo al disinvestimento (personale, familiare e sociale) nei confronti di chi non ha un’evoluzione rapidamente favorevole.

Obiettivi

A. Far crescere una cultura “ottimistica” rispetto alle “patologie” gravi, che contribuisca ad intaccare quella componente essenziale dei processi di stigmatizzazione culturale e sociale di queste persone che è rappresentata dal pregiudizio di inguaribilità.

B. Sostenere il processo di coinvolgimento diretto degli utenti nella valutazione degli interventi sanitari e delle forme organizzative dei sistemi sanitari, sensibilizzando gli amministratori e gli operatori sanitari ad un processo di verifica e miglioramento della qualità dei servizi centrato sulle osservazioni degli utenti

Una proposta semplice

A tutti coloro che approdano su questo sito chiediamo di favorire la partecipazione di coloro che hanno attraversato esperienze psichiatriche ad evoluzione positiva. Molti di loro considerano quella fase della propria vita una parentesi chiusa. Hanno ragione.

La nostra proposta — per loro — è di riaprire quella parentesi, per raccontarla a chi ci sta ancora dentro, e poi richiuderla di nuovo.

Se, invece, sono vicini a chiuderla, quella parentesi, raccontarla agli altri può essere una delle forme migliori per concluderla.