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Per i partecipanti a Storie di Guarigione abbiamo creato un forum in cui poter discutere e approfondire il tema della scrittura.

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Storie di Guarigione è lieta di presentare l’edizione gratuita digitale del libro:

«COSTRUIRE I LIBRI GIOCO» di Andrea Angiolino

«Costruire i Libri-Gioco» di Andrea Angiolino

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Lia Govers:

Sono nata in Olanda, ma vivo oramai in Italia da 4 decenni, sono sposata con un italiano ed abbiamo un figlio.  Una parte della mia storia è già da qualche anno disponibile sotto ‘Storie’ sul sito www.parloconlevoci.it  e, quindi, rimando eventuali interessati a tale sito per la lettura.

Per accennare già qui a qualche dettaglio della mia storia: all’età di 18 anni, già fuori casa da qualche mese, io ho sentite le voci per circa 1 settimana, ma all’epoca sono riuscita a smettere da sola il loro ascolto.

Poi, 25 anni dopo, alla morte di mia madre, per circa 3-4 anni ho ricominciato a sentire le voci dentro di me, non potendole più controllare e ciò si è esteso enormemente in modo da avvolgermi in un vero insieme tremendo di idee persecutorie. Ho avuto alla fine un T.S.O., sono stata per 2 mesi dentro il repartino psichiatrico di un ospedale torinese e 13 mesi all’interno di una comunità terapeutica. Dopodiché è cominciata la mia lunga psicoterapia, finita del tutto a fine aprile 2009.

Nel giugno 2006, quasi alla fine del mio personale percorso di psicoterapia, sia la psicoterapeuta che lo psichiatra mi hanno invitato a scrivere la mia storia. A me, all’epoca, è parso una cosa perlopiù utile, soprattutto raccontare tutti i miei vissuti relativi al lungo periodo delle mie idee di persecuzione, al mio delirio in crescendo, a tutto quello che mi era capitato all’epoca di credere, di sentire e di vedere.

Mi è stato pure prospettato di partecipare con questo mio contributo al 1° Concorso di Storie di Guarigione.

Infatti, ho partecipato al 1° Concorso di Storie di guarigione, finendo col mio contributo solamente fra i 15 finalisti, non fra quelli premiati. Ma oramai mi ero messa in testa di volerlo pubblicare ad ogni costo, il mio contributo, se non altro in Olanda e così, in parte per la mia cocciutaggine, in parte anche per l’interesse che in me era stato stimolato dai vari colloqui con la mia psicoterapeuta e col mio psichiatra, nonché dalle diverse letture psichiatriche e dai vissuti altrui, la mia storia si è alla fine estesa, credo, almeno del 40%, rispetto a quello che avevo inviato al 1° Concorso.

Davvero non sapevo che col tempo questo impegno di scrittura si sarebbe poi esteso per me in un enorme e profondo percorso di consapevolizzazione e di liberazione: scrivendo, riflettendo e rileggendo spesso quanto scritto, nonché parlandone con i due professionisti suddetti, andando alla ricerca di spunti nei racconti altrui e nei testi chiarificatrici di psichiatria, parlando alle volte con parenti miei anche di esperienze di famiglia e contattando professionisti ed utenti in giro per il mondo…

Sono andata alla ricerca di oggetti vari, stile quadri, musicassette e poesie che avevo raccolto o attribuito a me stessa (in quanto opera propria) proprio nel periodo di ascolto delle mie voci, le ho portate con me dalla psicoterapeuta ed ho cominciato a capirne il significato, riportando anche questi dettagli all’interno della mia storia. Così ho incominciato a vedere con occhio diverso pure poesie veramente mie, ma di epoca anteriore alle mie esperienze con le voci.

La scrittura ha stimolato anche alcune poesie finali, quasi di auto aiuto direi, di sentimenti che urgevano dentro di me, messe poi per iscritto.

Tanti inattesi dettagli, sentimenti e vissuti sono così venuti alla luce ed è stato alla fine come ricomporre un puzzle – la mia vita – di cui da tempo avevo smarrito un bel po’ di tessere.

Alla fine del mio percorso di scrittura ho avuto un graditissimo e notevole aiuto da parte della Sig.ra Lucia Portis, metodologa delle autobiografie: ha letto la mia storia e mi ha suggerito quali dettagli importanti erano da ampliare e dove riempire dei vuoti esistenti all’interno del racconto.

Da lì in avanti ho cominciato pure a parlarne in pubblico, prima in anonimato per un intervista televisiva, poi apertamente in giro per l’Italia, del mio passato malessere e della possibile guarigione.

A me personalmente ha fatto un gran bene, questo invito alla scrittura, e sono tuttora grata alla dott.ssa Palazzi ed al dott. Tibaldi per questo loro stimolo. E’ stato, in fin dei conti, un aiuto extra per venire a capo della mia problematica, mentre stavo finendo la mia psicoterapia.

Spero che questo Secondo Concorso sia di stimolo per tanti altri utenti e sarei inoltre curiosa di apprendere altri vissuti di guarigione da problematiche simili.

Sono sempre un grande contributo per tanti: professionisti, parenti, altri utenti e non.